Le recenti affermazioni dell’ex vice Presidente americano Joe Biden sulla presunta influenza russa nel referendum sulla riforma costituzionale del dicembre 2016 hanno reso di nuovo attuale il tema della propaganda russa in Italia. Le elezioni che avranno luogo tra un mese ed i sondaggi che per il momento vedono il centro destra solidamente in testa, insieme ad un dibattito che sembra essere dominato dai toni “populisti” del Movimento a 5 Stelle e della Lega Nord, hanno dato adito ai timori espressi da molti che la Russia di Putin si appresti a falsificare il voto italiano sfruttando una aggressiva forma di propaganda, così come avvenuto in America, dove a detta di molti esperti, un uomo come Donald Trump non avrebbe mai potuto essere eletto presidente se non fosse stato per Putin.

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Non solo disinformazione

Ma oltre alla campagna di disinformazione guidata dal Cremlino per manipolare gli elettorati occidentali c’è anche chi parla di un fenomeno ancora più preoccupante, ovvero di una intrinseca tendenza filorussa tra i media italiani, come a dire che il Cremlino ed i servizi segreti russi non solo si sono e si stanno occupando di diffondere propaganda attraverso i social media ed il loro canali diretti come Russia Today e Sputnik. La tendenza pro russa di molti media italiani sarebbe un indicatore del fatto che molto probabilmente il Cremlino corrompe i grandi media italiani in maniera diretta, diffondendo falsità ed elargendo denaro. Proprio per combattere queste falsità e per contrastare la maligna influenza della propaganda russa in generale il progetto StokFake, nato in Ucraina con la rivoluzione di Maidan, ha ormai da un paio di anni una pagina anche in italiano, dedicata a smentire le fake news sui media italiani, ma non solo.

I media italiani sono davvero pro russi?

Piattaforme come Stopfake, alla quale contribuiscono alcuni tra le personalità italiane più vocali in merito al conflitto ucraino, sembrano costantemente alludere al fatto che il giornalismo italiano sia dominato da deficienti dalle abilità intellettuali al limite del cretinismo patologico, per lo più personaggi amorali e corrotti che sono si sono fatti comprare dal dittatore Putin. “La stragrande maggioranza dei media italiani sono sotto il controllo delle lobby russe ed in modo la propaganda del Cremlino è ampiamente rappresentata sulle pagine dei giornali e sugli schermi televisivi”, ebbe a dire già più di un anno fa Mauro Voerzio, sicuramente uno dei personaggi italiani più attivi e presenti nella rappresentazione della crisi ucraina.

Certamente si tratta di tempi tesi ed è necessario stare sempre all’erta, ma in generale, per chi guarda la tv e legge i giornali italiani con sobrietà ed occhio critico, l’impressione è che l’ascendente russo, se presente, sia decisamente limitato. Ma per fare un po’ di chiarezza abbiamo deciso di intraprendere un breve analisi degli archivi delle notizie che riguardano la Russia e di riflesso anche il conflitto ucraino, come riportate dai media italiani.

La nostra analisi

Cominciamo dunque la nostra analisi dalla tv, perchè la tv resta il mezzo di informazione preferito dal pubblico italiano. Partiamo dal servizio pubblico, spesso oggetto di attacchi per la sua presupposta servilità nei confronti del Cremlino.

Rai News

Una semplice ricerca con la parola “Russia” da ad oggi questi risultati.

Andando a scremare gli articoli meno rilevanti, come quelli che riguardano il mondiale di calcio, nella prima pagina dei risultati troviamo recenti contributi come:

Brexit, account russi su Twitter per favorire l’addio all’Ue

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Oppure

Julija Laty’nina, la giornalista scomoda che vuole lasciare la Russia

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Possiamo parlare di articoli pro russi? Il tono generale sembra essere quello al quale siamo molto familiare ed al quale chi legge la stampa europea ed osserva altri media europei ed occidentali è abituato, ovvero un approccio decisamente critico nei confronti della Russia.

Vediamo che risultati da la ricerca con la parola “Putin”.

Anche qui prendiamo alcuni risultati dalla prima pagina dei risultati della ricerca alla data di oggi, 1 febbraio 2018.

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Tra lo scandalo dei Panama Papers (dove tra l’altro, il nome di Putin non compariva), il nuovo Segretario di Stato americano suo “amico” e cani utilizzati ai fini di propaganda non sembra che Putin sia proprio un favorito della Rai.

Andiamo a vedere che risultati otteniamo con la parola “Ucraina”.

Nella selezione dei risultati più significativi troviamo:

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Difficilmente si può parlare di toni filorussi leggendo questi titoli.

Nell’archivio abbiamo inoltre trovato un reportage del 2016. Si tratta di un reportage dalla città ucraina di Donetsk, al centro del conflitto attuale nel Donbass. Nel reportage vengono intervistati alcuni giovani locali che dopo la rivoluzione di Maidan hanno preso le armi per resistere al nuovo “governo rivoluzionario” ucraino. Abbiamo l’impressione che sia a causa di servizi come questi che i collaboratori di StopFake ce l’abbiamo tanto con la Rai, che accusano costantemente di essere uno strumento diretto della propaganda del Cremlino: in questo reportage infatti non si parla dell’esercito russo a combattere in Ucraina, ma vengono mostrati combattenti locali; per questo motivo si tratterebbe di propaganda, propaganda, naturalmente, russa.

Andiamo ora a dare uno sguardo alla TV privata

TG.com

Ecco qui una selezione dei risultati ottenuti con la ricerca della parola Russia sul sito del TG.com, appartenente a Mediaset.

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Abbiamo qui preso come esempio TG.com, portale unificato delle notizie Mediaset.

Nonostante la tanto pubblicizzata amicizia tra Putin e Berlusconi, anche qui non se la passa molto bene, tra Russiagate, Navalny e giornalisti presi a pugni i diretta tv.

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Parlando di Mediaset, non possiamo non menzionare il famoso servizio di Matrix, quello che ha fatto tanto scalpore, sugli sniper georgiani coinvolti nel massacro del 20 febbraio 2014 sul Maidan di Kiev. Anche considerando un materiale del genero pro russo, la proporzione tra i materiali pro russi e quelli dai toni decisamente più critici nei confronti della Russia sembra schicciante.

Passiamo ora alla carta stampata, a cominciando dal

Corriere della Sera

La disinformazione russa, un problema da non ignorare, titola il Corriere in un articolo del 20 gennaio, un pezzo a firma di Maurizio Caprara, mica un editorialista qualsiasi. Si tratta di una storia basata sui preoccupati avvertimenti di una deputata del partito populare lettone e in grande parte dedicata al noto progetto mediatico EU vs Disinformation, organizzato dalla EU e dalla NATO per scovare la propaganda del Cremlino ovunque questa si possa nascondere. “Colpisce l’indifferenza con la quale nel nostro Paese è stato trattato, o meglio ignorato, un dibattito del Parlamento europeo sulle notizie false o distorte messe in circolazione dalla Russia”. Insomma, non c’è affatto da scherzare. «Il giornalismo di qualità deve essere sostenuto dai governi e dall’Ue. Altrimenti scomparirà e lascerà tutti alla mercé del Cremlino o di altri troll che hanno imparato come si gioca al gioco dei social media», dice la deputata lettone, citata dal Corriere. Viene  quasi da pensare male, a leggere queste righe, considerando i catastrofici cali di ricavi della stampa nell’era digitale.

Altre storie recente prese dal Corriere

18gennaiocorriere

http://www.corriere.it/esteri/18_gennaio_30/capo-cia-la-russia-voto-09d80be8-0595-11e8-b2bd-b642cbae90d8.shtml

Elezioni 2018, il rapporto Usa: «la Russia pronta a interferire». Sotto accusa Movimento 5 stelle e Lega

http://www.corriere.it/esteri/18_gennaio_10/elezioni-2018-rapporto-usa-la-russia-pronta-interferire-sotto-accusa-movimento-5-stelle-lega-b520ea38-f62c-11e7-9b06-fe054c3be5b2.shtml

E qui invece un articolo del corrispondente del Corriere degli Stati Uniti Massimo Gaggi

http://www.corriere.it/esteri/17_ottobre_31/trump-russiagate-puo-essere-peggio-watergate-2a130382-bdbe-11e7-b457-66c72633d66c.shtml

Pro russo il Corriere? Si direbbe di no.

la Repubblica

repubblica

Un articolo talmente pro russo questo da essere ripreso il giorno dopo anche da StopFake. Cosi nel testo: “la Russia ha da tempo un “nuovo approccio” per raggiungere i suoi obiettivi politici e militari attraverso “metodi indiretti e asimmetrici”, o meglio “misure attive”, come venivano chiamate in Unione Sovietica le azioni atte a manipolare i media, la società e la politica straniere. Secondo l’Atlantic Council, la strategia del Cremlino è oramai esplicita e fittissima, non solo nei paesi dell’Est europa storicamente influenzati dalla Russia ma anche in tutto l’Occidente, dagli Stati Uniti all’Europa. Mosca sfrutta le debolezze e le fratture interne europee e americane infiltrandosi nelle istituzioni, nella politica, nei pilastri democratici dell’Occidente per promuovere la sua visione del mondo e perseguire i suoi obiettivi economici. Non investe all’estero come la Cina, ma “semina caos a buon mercato” […] l’Italia è a forte rischio. L’influenza russa è cresciuta di pari passo con la crisi economica e le spinte anti-establishment all’interno della società, e Putin è diventato un simbolo molto potente del nuovo “sovranismo” e della lotta contro le èlite. La Russia ha molti potenziali alleati politici nel nostro Paese, una vasta area che include Lega Nord, Movimento 5 Stelle, Fratelli d’Italia, il partito di estrema destra Forza Nuova e alcune piccole formazioni di estrema sinistra. Tutti condividono in gran parte la linea di politica estera di Putin e sostengono – volontariamente o no – gli interessi geopolitici di Mosca”.

l’Espresso

Anche l’Espresso in un recente articolo riprende il tormentone degli hacker e dei troll russi, onnipresenti online e pronti ad influenzare l’opinione pubblica italiana.

http://espresso.repubblica.it/internazionale/2017/01/05/news/ascolta-parla-putin-1.292587

Il Fatto Quotidiano

Il Fatto Quotidiano, specie a causa del fatto che ha dato spazio a Giulietto Chiesa, giornalista dalla reputazione per molto ormai compromessa, è spesso citato come uno degli esempi più illustri della propaganda russa in Italia. Una ricerca archiviale tra le notizie più recenti non sembra confermare quest’opinione. Si trovano anzi molto facilmenti articoli di questo tipo.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/12/08/biden-russia-ha-agito-per-influenzare-il-referendum-in-italia-e-si-muove-per-sostenere-lega-e-m5s/4026943/

La Stampa

Attenti alla cultura russa, ammonisce il quotidiano torinese La Stampa nell’intervista con Michael Carpenter, vice segretario di stato addetto alla Russia, intervista pubblicata il 9 dicembre 2017. “Mosca ha interferito con il referendum costituzionale italiano del 2016, sta interferendo con la campagna per le prossime elezioni, e gli Usa hanno le prove. Lo conferma a «La Stampa» Michael Carpenter, già vice assistente segretario alla Difesa per Russia, Ucraina, Eurasia e Balcani”. Non c’è ombra di dubbio nell’introduzione all’intervista. “Mosca ha interferito”, “gli Usa hanno le prove”, “lo conferma”, un linguaggio inequivocabile, e che non lascia spazio a fraintendimenti. Del resto se lo dice l’ex vice segretario di stato, americano, eh, mica un ministro degli esteri qualsiasi, beh, allora sarebbe sicuramente da sciocchi mettere in discussione anche solo per un secondo i fatti esposti e rivelati da un figura del genere. Non fa sicuramente parte del mestiere del giornalista quello di mettere in discussione le autorità, quelle vere.

il Giornale

Sicuramente quando gli autoproclamati difensori della civiltà europea ed occidentale dagli attacchi russi pensano ad uno strumento della propaganda del Cremlino, non si può non andare con la mente ad un pubblicazione come il Giornale. Del resto Berlusconi e Putin sono amici, anzi grandi amici, come qualcuno non smette mai di ricordarci. Andiamo a vedere alcuni delle recenti e più significative storie che troviamo su il Giornale in merito alla Russia.

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Insomma, anche nel voler per forza vedere ne il Giornale uno strumento della propaganda russa ci vuole una buona dose di fantasia.

Il Foglio

Anche il foglio riprende l’ammonimento dell’ex vice presidente americano

ilfoglio

https://www.ilfoglio.it/esteri/2017/12/08/news/l-accusa-di-biden-sulla-propaganda-russa-in-italia-non-e-una-novita-167962/

East Journal

Rivista specializzata, risultati dall’archivio di ricerca con la parola Russia.

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Anche i questo caso i titoli parlano da se. Scrivere di Russia, anche per gli esperti, è del resto un genero letterario ben preciso, con regole stilistiche ben stabilite da decenni. Del resto la Russia, per ovvie ragione, per l’uomo italico, cresciuto tra sole, mare e spiagge, bevendo vino e degustando frutta e pesce freschi, non potrà mai essere una terra ospitale ed è naturale che la associ ad immagini da antiutopia infernale. Del resto anche il genere horror è un genere letterario e cinematografico di tutto rispetto ai nostri tempi, e soprattutto se la gente lo compra, tanto meglio, vuol dire che il suo perchè questo genere ce l’avrà pure.

O con me o contro di me

L’allusione alla quale si ricorre, senza neanche mascherarlo troppo, tra i proponitori della teoria dell’influenza smisurata della propaganda russa in Italia e del controllo russo sui media italiani (e persino su alcuni partiti, come M5S e Lega Nord), sembra essere quella ben poco originale e sicuramente molto tipicamente opinione che gli italiani siano un popolo di imbecilli e di caproni (ed eccezione ovviamente, della propria eccelsa e distinta persona), che si fanno facilmente abbindolare da quelle che nel migliore dei casi sono fandonie retrograde (e come è noto, non si può resistere al progresso), nel peggiore, maligni tentativi di disinformazione e di travisamento della realtà.

L’impressione che si ricava dopo la nostra analisi mediamente estesa di uno spettro abbastanza vario del panorama mediatico italiano è quello che la famirerata ingerenza russa nel giornalismo italiano sia veramente risibile. I toni della stampa italiana in fatto di Russia ricordano in tutto e per tutto i toni di tutti gli altri media occidentali, sia tedeschi, che francesi o britannici. Il fatto che qua e la si possano incontrare dei materiali che possono apparire anche solo minimamente critici nei confronti dalla posizione occidentali rispetto alla Russia o in merito al conflitto ucraino possono essere interpretati come segnali pro russi, pro Cremlino e pro Putin soltanto se si è mossi unicamente dal fanatismo ideologico, particolarmente pericoloso quando si è coinvolti in un conflitto al quale non si appartiene e del quale si capisce poco. Solo i fanatici possono interpretare ogni allusione alla critica, ogni accennato dissenso, come tradimento e come corruzione. “O con me o contro di me”, disse il Cristo, ma in questo modo può permettersi di agire il Cristo e basta, non i comuni mortali. In conclusione, l’affermazione che i media italiani sarebbero per la maggioranza filorussi, tanto amata dai combattenti contro le fake news, non supera il test della verifica sperimentale ed è di per se stessa, una fake news.

PS Questa analisi non vi ha convinto? Beh, allora probabilmente gli argomenti solidi proposti dal più grande esperto di propaganda russa in Italia in questa conferenza non potranno non convincervi fino in fondo e non convertirvi alla causa dalla battaglia contro il male russo in Italia.

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